Diciamolo subito: se sei venuto qui sperando in una rivoluzione del genere, sbagli porta. “Non è un paese per single” è una rom-com italiana, tratta dal romanzo bestseller di Felicia Kingsley (autrice che in Italia vende come il pane fresco, soprattutto fra le lettrici dei 20-40 anni), e fa esattamente quello che ci si aspetta da una rom-com italiana del 2026. La buona notizia è che lo fa bene. La cattiva è che non ti sorprenderà mai davvero.
La storia è quella che è: elisa, interpretata da Matilde Gioli, è una madre single che gestisce una tenuta di famiglia, Le Giuggiole, in un paesino del Chianti dove tutti sembrano in coppia o in vena di nozze. Quando arriva da Roma Cristiano Caccamo nel ruolo di Michele — amico d’infanzia perso di vista da una vita — il fragile equilibrio di Elisa va in mille pezzi. Da lì il percorso è quello che hai già visto in mille film: due persone che si conoscono troppo, qualche fraintendimento, un paio di altri pretendenti messi lì come distrazione, e il finale che sai benissimo come va. Il libro di Kingsley era già un piccolo cult del friends-to-lovers all’italiana, e l’adattamento della regista Laura Chiossone segue la traccia con rispetto, senza tentativi di “rivisitazione”.
Cosa funziona
Il vero motivo per guardarlo è Matilde Gioli. Dopo anni di “Doc - Nelle tue mani” molti l’avevano archiviata come “la dottoressa di Rai 1”, ma qui dimostra una vena comica che non sospettavamo: piccoli sguardi storti, battute dette sottovoce, l’arte sottile di reagire male a una battuta peggiore. Le riesce di rendere Elisa simpatica anche quando il copione le mette in bocca cose che, fra noi, abbiamo già sentito a Pasquetta dai parenti. Cristiano Caccamo dal canto suo gioca in casa: è il tipo da rom-com perfetto, faccia rassicurante, sorrisi misurati, e una chimica con Gioli che tiene su il film anche nei passaggi più meccanici.
C’è poi la Toscana, che il film non riduce a cartolina da spot Mulino Bianco. La fotografia abbraccia i colori caldi delle colline ma non insiste, e Belvedere in Chianti — la cittadina inventata dove tutto succede — viene raccontata come un posto vero, con il bar dove tutti sanno tutto, la sagra di paese, la zia ficcanaso. Per chi sogna una serata “tipo Bridgerton ma a casa nostra”, è quello che cercava.
L’unico problema
Il film è prevedibile. Punto. Lo è perché il romanzo Kingsley è prevedibile, e qui non si è cercato di sovvertire niente. Il primo atto, in particolare, fatica a partire: ci vogliono trenta minuti buoni prima di entrare nel vivo, e in quei trenta minuti uno spettatore meno paziente potrebbe scrollare lo smartphone. Quando finalmente Elisa e Michele “scattano”, il film alza il ritmo e diventa godibile — ma chi cerca un ritmo da serie Netflix dei sabato sera lo troverà partire troppo cauto.
Il cast di contorno fa quello che può con personaggi un po’ generici. Amanda Campana ha una nicchia comica simpatica nei panni della migliore amica, Sebastiano Pigazzi fa la parte del rivale-pretendente con il solito mestiere, Cecilia Dazzi porta classe nei pochi minuti in cui appare. Niente di clamoroso, niente di urtante.
Tirando le somme, “Non è un paese per single” è il film perfetto per una serata sul divano con la pizza ordinata. Non vuole essere altro che questo, e lo riesce a essere con dignità. Se ti era piaciuto il libro lo godrai parecchio; se cerchi sorprese, evita. Se cerchi una rom-com italiana che non si vergogna di esserlo e che ti fa sorridere un paio di volte senza prenderti per stupido, fiondatevi.
“Non è un paese per single” è disponibile su Prime Video dal 13 maggio 2026.



