Vai al contenuto
Festival di Cannes
Concluso 79a edizione

Cannes 2026

Festival di Cannes

La 79ª edizione del Festival di Cannes apre il 12 maggio 2026 con "La Vénus électrique" di Pierre Salvadori fuori concorso. Tra gli attesi Pedro Almodóvar con "Amarga Navidad", Andrej Zvjagintsev con "Minotaur", incontri pubblici con Peter Jackson, Cate Blanchett e Tilda Swinton. Programma articolato tra concorso, Un Certain Regard, Cannes Classics e Cannes Première.

Dove: Cannes, Francia · Date: 12 maggio 2026 – 23 maggio 2026 · Sito ufficiale ↗

Recensioni dei film

Le recensioni dei film presentati, scritte da Alessio Valtolina. Voti su scala 5, opinioni nette.

22 titoli
"L'objet du délit" — Recensione
3.5

Alessio Valtolina

"L'objet du délit" — Recensione

Agnès Jaoui torna dietro la macchina da presa con un film intelligente e giocoso su Le nozze di Figaro, il #MeToo e i paradossi del presente. Dialoghi scattanti e domande senza risposte facili.

"Her Private Hell" — Recensione
2.5

Alessio Valtolina

"Her Private Hell" — Recensione

Refn sceglie la forma pura e il vuoto. Un'allucinazione neon che celebra se stessa fino al ridicolo: bellezza feticista, dialoghi ridotti, stile che ha soffocato ogni respiro narrativo. È il cineasta che sa esattamente dove sta andando, e sa che non va da nessuna parte.

"Le Vertige" — Recensione
2.5

Alessio Valtolina

"Le Vertige" — Recensione

Dupieux gioca alla Matrix con Blender gratuito e ironia bislacca. Un'idea semplice, graficamente PS1, narrativamente esile — ma coerente con la follia veloce del regista.

"Coward" — Recensione
3.0

Alessio Valtolina

"Coward" — Recensione

Dhont torna alla guerra, ma questa volta il dramma d'amore tra due soldati belgi non trova i volumi giusti. Bellezza formale, freddo emotivo.

"Everytime" — Recensione
4.0

Alessio Valtolina

"Everytime" — Recensione

Sandra Wollner vince Un Certain Regard a Cannes con un film sul dolore di una madre dopo il suicidio della figlia adolescente. Rigoroso, denso, non facile.

"Minotaur" — Recensione
4.0

Alessio Valtolina

"Minotaur" — Recensione

Zvyagintsev torna con un thriller geopolitico glaciale: il dramma borghese incontra l'ombra della guerra ucraina in una Russia svuotata di morale. Brutalista, senza concessioni.

"The Man I Love" — Recensione
2.0

Alessio Valtolina

"The Man I Love" — Recensione

Ira Sachs vuole raccontare l'AIDS e l'arte, ma la regia non trova il suo respiro e Malek è fuori parte. Un dramma che non decolla.

"Vittorio De Sica – La vita in scena" — Recensione
4.5

Alessio Valtolina

"Vittorio De Sica – La vita in scena" — Recensione

Francesco Zippel restituisce De Sica nella sua interezza: un ritratto documentario che abbatte la falsa dicotomia fra il regista dei capolavori e l'attore di commedie, grazie a testimonianze di giganti del cinema mondiale.

"Les Roches Rouges" — Recensione
4.0

Alessio Valtolina

"Les Roches Rouges" — Recensione

Dumont abbandona il nichilismo per una fiaba neorealista sui bambini della Costa Azzurra. Romeo e Giulietta riscritto fra scogliere rosse e sguardi innocenti.

"Sheep in the Box" — Recensione
4.0

Alessio Valtolina

"Sheep in the Box" — Recensione

Kore-eda trasforma il lutto in architettura: un robot a sembianza del figlio morto insegna ai genitori a vedere il mondo di nuovo. Cinema didattico e splendidamente metaforico.

"L'inconnue" — Recensione
4.0

Alessio Valtolina

"L'inconnue" — Recensione

Arthur Harari porta a Cannes un thriller dell'identità ipnotico e denso: corpi che si scambiano come un contagio, logica sfidante, sguardo da autore. Film per chi ama il cinema che interroga.

"Garance" — Recensione
3.0

Alessio Valtolina

"Garance" — Recensione

Adèle Exarchopoulos trascina un dramma sulla autodistruzione che non scava abbastanza. Jeanne Herry sfiora il dolore senza mai toccare il fondo.

"All of a Sudden" — Recensione
4.0

Alessio Valtolina

"All of a Sudden" — Recensione

Hamaguchi torna con un'opera filosofica e politica che trasforma una casa di riposo parigina in laboratorio di umanità. Denso, affascinante, esigente.

"Paper Tiger" — Recensione
4.0

Alessio Valtolina

"Paper Tiger" — Recensione

James Gray torna al Queens degli anni Ottanta con un melodramma di mafia che coniuga personaggi incisivi e regia di rara precisione. Un ritorno a casa che funziona.

"Butterfly Jam" — Recensione
4.0

Alessio Valtolina

"Butterfly Jam" — Recensione

Balagov in America: un padre fragile e un figlio resiliente tra i Circassi del New Jersey. Dolcezza senza retorica, poesia senza simboli dominanti.

"Histoires parallèles" — Recensione
3.5

Alessio Valtolina

"Histoires parallèles" — Recensione

Farhadi reinterpreta Kieślowski con uno sguardo ribaltato. Huppert, Cassel, Efira in un'opera spiazzante che divide i mondi: il dramma morale iraniano incontra l'architettura narrativa del Decalogo polacco. Risultato: affascinante e faticoso insieme.

"We Are Aliens" — Recensione
4.5

Alessio Valtolina

"We Are Aliens" — Recensione

L'esordio di Kohei Kadowaki a Cannes è un anime spietato sull'infanzia: bullismo, tradimenti e alienazione raccontati con un character design che deforma i volti fino all'orrore. Un capolavoro indipendente che sfida il canone mainstream.

"Teenage Sex and Death at Camp Miasma" — Recensione
4.0

Alessio Valtolina

"Teenage Sex and Death at Camp Miasma" — Recensione

Jane Schoenbrun torna con uno slasher che gioca a smontare gli horror anni '90, fra ironia, sangue e una bellissima Gillian Anderson. Strano, divertente, intelligente.

"In Waves" — Recensione
4.0

Alessio Valtolina

"In Waves" — Recensione

L'opera prima di Phuong Mai Nguyen trasforma il graphic novel di AJ Dungo in un melodramma animato che sa stare leggero sulla morte, forte sull'amore. Un teen movie che cresce.

"Nagi Notes" — Recensione
3.5

Alessio Valtolina

"Nagi Notes" — Recensione

Due donne in un villaggio isolato, il silenzio come protagonista. Fukada conferma il suo talento per i drammi interiori, ma rischia di costruire muri dove volrebbe aprire porte.

"La vie d'une femme" — Recensione
4.0

Alessio Valtolina

"La vie d'une femme" — Recensione

Charline Bourgeois-Tacquet e Léa Drucker firmano un ritratto femminile di straordinaria intelligenza: una donna che rivendica il diritto di esistere secondo le proprie regole, con eleganza e ostinazione.

"La Vénus électrique" — Recensione
4.0

Alessio Valtolina

"La Vénus électrique" — Recensione

Pierre Salvadori apre Cannes 79 con una commedia burlesque ambientata nella Parigi degli anni '20. Pio Marmaï e Anaïs Demoustier in stato di grazia, fra cabaret, manichini elettrici e amore. Funziona alla grande.